Si stava meglio quando si stava peggio

Definire avvilente il voler fornire certi numeri completamente sbilanciati rispetto alla realtà è quasi una forma di gentilezza nei confronti dei vertici del golf italiano.

Eh si, perché a leggere i comunicati stampa di questi giorni, dove tra le righe veniva indicato il numero di spettatori “accorsi” all’Argentario per l’82° Open d’Italia, in tutta sincerità fa davvero tristezza: 2100 il primo giorno, 2500 il secondo, 2800 quello successivo, per finire con il botto dei 3200 dell’ultima giornata di gara.
Insomma un totale di 10600 spettatori, numero superiore a quelle che erano le aspettative degli organizzatori che ne auspicavano diecimila.

Poi, però esistono le testimonianze di chi era all’Argentario, inclusi gli espositori al Villaggio Commerciale, per affermare che se si sono contate 1500/2000 presenze totali in quattro giorni è già tanto. A meno che la posizione del Villaggio Commerciale non fosse così scomoda dall’essere raggiunta, tanto da non stimolare una visita tra gli stand; così come le telecamere che hanno rimandato le immagini in TV evidentemente si sono accese solo quando migliaia di presenti erano in bagno, oppure nascosti dietro qualche pianta alla ricerca di un po’ d’ombra o peggio ancora alla ricerca di un po’ di ristoro che per molti è sembrata una vera e propria caccia al tesoro.
D’altra parte, che a livello di affluenza di pubblico non servisse un veggente per prevederla come un’edizione fallimentare, viste poi le tempistiche nel promuovere l’evento e il tipo di comunicazione adottato, era fin troppo chiaro.

E pensare che al suo insediamento sulla poltrona più prestigiosa il neo presidente Cristiano Cerchiai aveva ribadito la sua volontà già espressa in campagna elettorale: “la comunicazione sarà al centro del progetto”.
E così il golf italiano, con buona pace dei tanti che si lamentano ed esprimono rabbia sui Social per come stanno andando le cose anche in presenza di un nuovo gruppo dirigenziale (ma in sostanza non è cambiato poi molto rispetto al passato), contrapposto alla grande soddisfazione di chi invece oggi ha una poltrona dalla quale potersi specchiare orgoglioso, continua ad arrancare nei numeri. Che poi, detto tra noi, sono quelli che più contano, quasi quanto quelli del bilancio.

Insomma, non è bastata la fallimentare operazione della Ryder Cup a livello economico (ma non solo), per la quale ci si stanno ancora leccando le ferite, anche se sarebbe meglio parlare di autentici squarci prodotti nelle casse della Federazione.

Ci vengono ancora i brividi ripensando all’inesistente campagna d’informazione promossa in Italia nei tanti anni precedenti al grande evento, la totale incapacità in tutto quel lungo periodo di avviare nuovi centri per il golf, la pochezza di turisti che seguendo l’onda della Ryder avrebbero poi dovuto invece riempire i green dei circoli italiani.
Quante parole spese inutilmente… alla fine chi ci ha principalmente guadagnato è stata l’organizzazione inglese e la signora Biagiotti che si è ritrovata il campo completamente rifatto e valorizzato con una buona parte di soldi degli italiani.
Tant’è… ormai i danni sono stati fatti.

Quello che più ci stupisce, però, è questa grande enfasi nel voler esaltare la comunicazione da parte della Federgolf.
Ma quale comunicazione e di che genere?
La comunicazione dovrebbe essere indirizzata a far crescere la conoscenza di questo meraviglioso sport (o gioco… chiamatelo come volete), soprattutto nei confronti di chi non lo conosce. Serve a poco parlarsi tra quattro gatti.

L’ultima novità invece sapete qual é?
Da alcuni mesi i presidenti dei comitati regionali, i loro consiglieri, diciamo in generale i dirigenti del palazzo del golf, si devono attenere a delle linee guida prima di esprimere il proprio pensiero ai Media sia in forma scritta che verbale, dovendo tra l’altro obbligatoriamente avere l’autorizzazione della Federgolf prima di poter rilasciare interviste o intervenire a un programma TV. Come se in Italia, detto tra noi, ci fossero poi una moltitudine di programmi televisivi smaniosi di poter parlare di golf non dico ogni settimana, ma almeno una volta al mese.
Quindi la Federgolf ha in pratica deciso di esercitare il controllo totale sui suoi dirigenti.

Mancanza di fiducia?
Paura che l’immagine del golf ne possa uscire zoppicante davanti a qualche domanda scomoda?

Mah… a meno che questa decisione nasca invece, e ne abbiamo avuto una prova recente, da un’azione ostile nei confronti della nostra trasmissione… State attenti… quelli parlano male di noi e vi metteranno in difficoltà…

Spiace dirlo, ma siamo al patetico.

Chiaro che è tutto molto pretestuoso, anche perché come Golf Television non parliamo di Federgolf da mesi.
Tra l’altro non avendo mai avuto l’occasione di parlare con il presidente Cerchiai, e lui con noi, evidentemente viene dato per certo quanto gli racconta qualche suo collaboratore.
Quello che però ci sorprende maggiormente è l’ignoranza proprio di chi in Federazione ci boicotta, perché se veramente avesse a cuore lo sviluppo del golf cercherebbe un dialogo con chi come noi promuove questa meravigliosa disciplina, anziché usare metodi d’altri tempi vietando la partecipazione in TV ai propri dirigenti, tra i quali stimati presidenti di circolo con i quali abbiamo da tempo ottimi rapporti.

Golf Television, da sempre, parla anche ai non golfisti ed è l’unico programma TV che entra nelle case degli italiani attraverso oltre sette milioni di televisori dove gratuitamente si può vedere Samsung TV Plus, in modo come detto completamente gratuito, 24 ore su 24, oltre a farlo da dodici anni attraverso un pool di emittenti regionali del digitale terrestre.
E tra pochi giorni, la nostra presenza sulle piattaforme Fast, che rappresentano il futuro della televisione, non solo in Italia, si arricchirà di altri importantissimi “players”, tanto da farci raggiungere oltre 18 milioni di apparati televisivi attivi in Italia, con il nostro canale online gratuitamente 24 ore su 24.
Altro che sviluppo della comunicazione al centro del progetto, con la volontà di divulgare il golf, questi “nuovi” dirigenti ci sembrano più dei piccoli personaggi rancorosi ai quali è stato dato un potere enorme senza averne le capacità.
A meno che non abbiano paura della loro ombra e magari esistano fatti e situazioni che potrebbero generare panico se messi alla luce del sole, quindi da tenere ben chiusi dentro gli armadi.

Volevamo però tranquillizzarli… noi continueremo a lavorare per il bene del golf italiano producendo una trasmissione e molti altri servizi video, invitando personaggi che hanno qualcosa da raccontare per il bene del golf, cercando sempre di mettere in luce i tanti circoli italiani di cui si parla veramente poco e le strutture dove è possibile iniziare a giocare.

Lo faremo sempre con il sorriso, parlando della bellezza del golf, perché noi lo amiamo realmente e non abbiamo nessuna ambizione ad avere in tasca una tessera d’onore piuttosto che un biglietto da visita che indica super poteri, quando poi alla fine si resta dei tristi individui a caccia solo di ripicche o successi personali.
No, non useremo mai la squallida arma di parlare male di una Federazione per poter essere poi, come abbiamo già visto succedere in passato, “coccolati” o “ingraziati” al fine di addolcire i nostri pensieri.
Le nostre, quando espresse, sono critiche costruttive, non cattive.
Abbiamo troppo rispetto nei confronti di chi ci segue, del nostro pubblico, ma soprattutto abbiamo forte il senso di dignità che ci accompagna da sempre.
Al contrario di qualcuno, ma sinceramente questo è un problema loro.
In pratica, si stava meglio quando si stava peggio.

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