Qualcuno probabilmente dovrà soffrire almeno un altro paio d’anni di bruciore di stomaco e mal di fegato. Problemi loro.
Facilmente molti altri dovranno sfoderare tutta la loro cattiveria nel vivisezionare ogni singola parola di Gasperini, amplificandola in ogni dove per metterne in evidenza i difetti e la poca diplomazia dialettica, ogni qual volta sentendosi provocato il Mister decide di rispondere a tono. Beh, anche in questo caso, ma si tratta di una riflessione personale, verrebbe da dire chissenefrega. Però chissà, Gasperini potrebbe anche accettare di prolungare il suo contratto con la società.
Ognuno di noi ha le sue idee… la mia, espressa più volte non solo su queste pagine, ma forse sarebbe meglio parlare di sogno, è sempre stata quella di riuscire a “blindare” a vita Gasperini all’Atalanta. Il motivo? Non ne esiste uno solo, bensì una lunga serie di motivi.
Da quando il Gasp è arrivato a Bergamo ha semplicemente cambiato il modo di fare calcio, regalando pagine di grandi successi supportati da spettacolo e gol a raffica. Poche, davvero pochissime, le partite dove la squadra ha deluso e le scelte del tecnico non sono state incisive in questi nove anni. E poi parliamoci chiaro, grazie a Gasperini la società ha avuto modo di investire bene i tanti soldi arrivati da plusvalenze che di fatto hanno cambiato lo spessore e i bilanci dell’Atalanta, aiutandola a crescere anche a livello di strutture e non solo operando sul mercato giocatori.
Fatico a dimenticare cos’era l’Atalanta prima dell’avvento del Gasp. Si potrebbero definire due epoche diverse.
Nel 2016, anno del suo arrivo a Bergamo, l’allenatore doveva essere Rolando Maran ancora sotto contratto con il Chievo, ma la richiesta di una buonuscita per permettere all’allenatore trentino di approdare all’ombra della Maresana fu respinta al mittente. E infatti alla fine ci fu l’annuncio di Gasperini. Però la campagna acquisti era ormai già stata fatta, compreso quell’Alberto Paloschi, bomber e idolo della tifoseria del Chievo, che pochi mesi prima si era trasferito per 10 milioni in Premier League allo Swansea City, poi arrivato a Bergamo per 7,5 milioni di euro ed uno stipendio di 1 milione netto a stagione più bonus con un contratto di cinque anni più uno in opzione. Cifre decisamente importanti per il periodo e soprattutto per la società bergamasca. In maglia nerazzurra, prima di passare poi a fine stagione alla Spal, le presenze di Paloschi furono soltanto tredici e zero i gol messi a segno.
Storia nota… come quella dell’avvio tutt’altro che lusinghiero in campionato, dove dopo cinque giornate i bergamaschi navigavano nei bassifondi della classifica.
La svolta ci fu contro il Napoli, una vittoria conquistata con una formazione imbottita di giovani sui quali Gasperini puntò con decisione, che diede il via a una stagione entusiasmante chiusa con il quarto posto in classifica e il ritorno dopo tanti anni in Europa. Gli altri otto anni sono stati una grande entusiasmante corsa incontro alla gloria. La provinciale Atalanta capace di mettere in riga l’élite del calcio italiano e di sedere tra le protagoniste di quello europeo.
Cos’altro volere di più? Perché voler denigrare un allenatore, ma soprattutto un uomo come Gasperini, che probabilmente non sarà un principe di diplomazia, ma sicuramente è abituato a dire le cose in faccia?
Siamo al capolinea di un’altra grande stagione che ha visto l’Atalanta chiudere al terzo posto con ben due giornate d’anticipo, realizzando poi in trasferta numeri da capogiro: 42 punti conquistati, 13 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, 42 gol realizzati e solo 13 subiti.
Spesso mi ritrovo a girare l’Italia e mai come in questi ultimi mesi, parlando di calcio, in tanti mi hanno chiesto: ma siete matti a fare andar via Gasperini? Ecco, cerchiamo di dare sostanza ai sogni, anziché arrivare al punto di poter dire che il rinnovo gli è stato proposto, ma se andrà via sarà solo una sua decisione. Non credo sia una questione di soldi, così come mi risulta che il tecnico non abbia mai sollecitato e preteso l’acquisto di Ronaldo o Mbappé. Quello di un progetto sul quale credere e lavorare con grande entusiasmo invece si. Sarebbe il regalo più bello per chi ama davvero questi colori. Con buona pace per certi pseudo tifosi sempre pronti a puntare il dito accusatore oppure addetti ai lavori imbarazzanti nel sostenere certe tesi sulla questione rinnovo.
Il campionato è finito andate in pace.
