Personalmente lo scrivo qui adesso su queste pagine e non ritornerò più sull’argomento, anche perché sinceramente sono ormai al limite del mal di stomaco.
Lo farò di sicuro a fine campionato.
L’impressione però, purtroppo, è che saremo costretti a leggere e sentire ancora qualsiasi punto di vista fino al termine della stagione, anche se non saranno certo i protagonisti ad alimentare ulteriori polemiche e vari botta e risposta.
Dopo una settimana già di per se dolorosa per chi ama veramente l’Atalanta, per via delle dichiarazioni di Gasperini, i messaggi via Social di Lookman e l’intervista pre partita di Empoli di Luca Percassi, non è bastato nemmeno lo straripante 5-0 in trasferta contro l’Empoli per spegnere le “comari” del mondo calcistico. Altro che i soli “pennivendoli”, come vengono volutamente additati i giornalisti quando si tratta di dover scrivere su episodi che vanno molto al di là dell’aspetto tecnico, nell’alimentare polemiche.
Il “mondo” Atalanta, passateci il termine, composto ormai da una moltitudine di persone che sfogano soprattutto sui Social le loro ambizioni di opinionisti, ha davvero toccato il fondo anche dopo pochi minuti dal trionfale successo di Empoli.
Si è letto di tutto… “non gli ha dato la mano”… “si è girato dall’altra parte”… una miriade di post evidenziati da colori forti per puntare il dito contro i protagonisti nerazzurri, soprattutto l’allenatore.
Dall’amore sconfinato che ha portato alla conquista dell’Europa League, alle manciate di fango gettate in faccia ai protagonisti. Roba da vergognarsi, anche perché si tratta in molti casi di gente che sui Social e al bar professa il suo amore per i colori nerazzurri, ma poi nei commenti urlati sui Social finisce con il soffiare sul fuoco della polemica.
Il mio modesto punto di vista? Uno schifo!
So che non ve ne frega nulla, ma mi sentivo di scriverlo.
E tutto questo quando il sogno per uno scudetto all’apparenza impossibile è tornato ancora di stretta attualità.
Altro che “pennivendoli”, qui siamo in presenza di gente che magari frequenta molto poco lo stadio, che si erge protagonista del nulla nel lanciare proclami pro o contro Gasperini, la Società oppure in questo caso anche nella direzione di un giocatore come Lookman.
Poi, certo ci sono anche alcuni giornalisti che sguazzano nella polemica, in particolare alcuni fuori dai confini bergamaschi che non aspettano altro per dare contro Gasperini, suggerendo addirittura consigli ai Percassi.
Quanta tristezza…
Avevo già avuto modo di dirlo qualche settimana fa: i successi sono sempre da attribuire a un gruppo e molto raramente a un singolo individuo.
Se non ci fosse stato Gasperini da nove anni alla guida dell’Atalanta, valorizzando moltissimi giocatori e generando plusvalenze a iosa, forse la proprietà non avrebbe nemmeno investito così tanto nello stadio, nel centro sportivo di Zingonia, ma anche sul mercato.
Dall’altra parte, senza una Società solida alle spalle, con bilanci in attivo, giocatori e tecnico non avrebbero guadagnato quello che all’Atalanta fino a un decennio fa era impensabile.
Quello che mi lascia l’amaro in bocca però è la seria possibilità di non vedere più Gasperini alla guida tecnica della squadra.
Si fa presto a dire “ce ne faremo una ragione, gli allenatori, come i giocatori, vanno e vengono”. Certo, si soffriva e ci si divertiva anche nell’era pre gasperiniana, ma volete mettere il bel calcio che abbiamo potuto ammirare in questi ultimi nove anni?
E non parlo delle partite da lacrime di gioia o di rabbia che abbiamo vissuto tutti. Eh si,, perché a Liverpool, così come a Dublino oppure nelle finali di Coppa Italia anch’io ho pianto, mi sono emozionato, mi sono abbracciato stretto al vicino di posto per un gol. Il bel calcio, però, l’ho visto anche quando abbiamo perso in casa contro il Cagliari di Maran: tornavo a casa e mi dicevo “che bella partita ho visto”.
Non sto a sindacare su chi abbia ragione o torto, le croci si fanno sempre con due legni. E dal momento che la speranza è l’ultima a morire, voglio godermi fino alla fine le ultime partite di questo campionato, immaginando che magari quella piccolissima percentuale che potrebbe vedere il Gasp ancora allenatore dell’Atalanta non si trasformi magari in una certezza.
L’uomo di Grugliasco, al di là degli obbiettivi da conquistare, cercando di volare sempre più in alto, ha molto spesso chiesto chiarezza sul “progetto” e non giocatori proibitivi dal mercato come Mbappé, Messi o Ronaldo.
A forza di voler dimostrare chi comanda, legittimo per carità, si finisce però con l’incrinare i rapporti, quelli che hanno portato a grandi successi. E questo era l’ultimo tra quelli che molti tifosi dell’Atalanta auspicavano.
L’orgoglio, ogni tanto, andrebbe messo da parte.
