Prendete un bel respiro e preparatevi a vivere la gran volata finale di una stagione mai avara di emozioni.
Certo, a dare retta ai soliti super esperti l’Atalanta, dopo il pareggio contro il Verona, aveva ormai buttato via le sue ambizioni di conquista per un posto finale tra le prime cinque del campionato. Insomma, l’unico obiettivo che a quel punto le poteva rimanere era un posto per l’Europa League, tra l’altro commentato come se si trattasse di un clamoroso fallimento.
Anzi, per alcuni non valeva nemmeno troppo la pena sprecare energie contro il Liverpool per non privarsi del massimo della freschezza negli impegni di campionato, dando così per scontata l’eliminazione contro gli inglesi, tra l’altro con una differenza reti imbarazzante.
Per fortuna invece la palla resta rotonda e va dove la indirizzano i piedi dei giocatori, soprattutto poi se quei piedi a Bergamo non sono affatto male e in particolare se si ha la fortuna di avere un maestro come Gasperini, che contribuisce a plasmarli rendendoli meno ruvidi.
Eh già, perché l’Atalanta non è solo corsa e forza atletica, magari pure figlia di chissà quale doping, come spesso è stata volgarmente dipinta in questi anni dai suoi invidiosi detrattori sventolatori di altre bandiere.
L’Atalanta è una signora squadra e da otto anni sta conquistando, passo dopo passo, partita dopo partita, risultati che sembra abbiano dell’incredibile, ma invece sono frutto del grande lavoro dell’allenatore e del suo staff, con l’attenta programmazione in regia di una società abile nel far quadrare i bilanci senza penalizzare i risultati sportivi.
E’ vero… come hanno continuamente ripetuto i detrattori di Gasperini (pochi per fortuna), che frequentano il Sentierone, i bar della provincia, ma anche qualche salotto televisivo, il ciclo è finito. Bisogna solo intendersi e definire però quale tipo di ciclo.
Sicuramente è finito quello che ha sempre visto l’Atalanta impegnata a rincorrere e sudare solo la salvezza come risultato massimo delle proprie ambizioni.
E’ finito quel lungo ciclo della storia atalantina dove un pareggio era sempre osannato e una vittoria al 94’ veniva salutata come un’impresa epica, mentre adesso un solo punto conquistato per la classifica, agli occhi di questi super esperti, sembra quasi un fallimento.
E’ proprio vero… il ciclo è finito, ma per chi non se ne fosse accorto, da anni se ne è aperto uno nuovo, cioè dall’arrivo di Gasperini a Bergamo.
Un nuovo percorso da vincenti come mai eravamo stati abituati a vivere, portato tra l’altro al massimo storico grazie alla splendida vittoria di pochi giorni fa ad Anfield e la successiva prestazione da grande squadra nel ritorno giocato a Bergamo, che ha spalancato le porte alla semifinale di Europa League.
Bello scoprire come non esistano risultati scontati, come una squadra come l’Atalanta, che sta scalando sempre più posizioni nel ranking europeo (è a sole tre piazze dalla Juventus tanto per intenderci), possa regalare soddisfazioni e lacrime di gioia ai suoi tifosi.
Tutto finito, gettato al vento, si diceva dopo il pareggio contro il Verona. E la sconfitta contro il Cagliari, arrivata nel turno precedente, era stata dipinta come una prestazione vergognosa.
“Come si fa a non far punti contro la squadra di Ranieri in lotta per la retrocessione…” Provate a chiederlo a Inter e Juventus, costrette entrambe a un pareggio per 2-2 nelle ultime due giornate di campionato.
Invece adesso succede che la squadra di Gasperini vinca meritatamente a Monza, ma ci si ricordi solo del palo dei brianzoli a tempo scaduto. Fortuna? Può darsi, ma non si può dimenticare però la prestazione nel suo insieme.
Ecco, adesso per l’Atalanta arriva l’Empoli e il quinto posto della Roma è a soli quattro punti di distanza, che erò ha una partita in più. Mancano ancora sei partite alla fine del campionato, compreso il recupero contro la Fiorentina, ma non bisogna dimenticare che la squadra allenata dal riconfermato Daniele De Rossi dovrà venire a giocare anche a Bergamo.
Tutto può ancora succedere, ma per favore i conti fateli alla fine. E nel caso l’Atalanta non dovesse riuscire nell’impresa di conquistare un posto in Champions per la prossima stagione non additatela come un fallimento.
Certe imprese come quella di Liverpool non possono essere dimenticate, anzi sono già storia per questi colori.
E che storia.
