Notti magiche, inseguendo un “ace”

L’Italia che si sveglia in anticipo, con il buio pesto, per seguire una semifinale come Sinner-Djokovic. Gli italiani che vanno al lavoro sul filo del timbro del cartellino per non perdersi l’ennesima impresa del 22enne di San Candido.

C’era grande attesa per questa semifinale agli Australian Open, grandi appassionati di tennis e sportivi da poltrona, che avevano puntato la sveglia per non correre il rischio di rimanere sotto il piumone.

E poi tutti lì, con gli occhi un po’ fessurati davanti alle immagini che colpo dopo colpo hanno portato l’azzurro alla sua prima finale di uno dei quattro tornei del Grande Slam.

Per certi versi, Sinner è riuscito a riportare l’Italia indietro di 40 anni, quando il bel Paese fu stregato dalle imprese di Azzurra in America’s Cup (anche se non c’erano le dirette notturne) e Cino Ricci con Mauro Pelaschier diventarono in un lampo gli eroi della vela, nello stesso modo con cui anche Luna Rossa contribuì poi a sdoganare del tutto questo mondo un po’ elitario ai comuni mortali, che iniziarono a parlare di “strambata” o di “cazzare la randa”.

Adesso, nel giro di pochi mesi, un immenso Sinner esalta il movimento popolare del tennis italiano senza bisogno di troppe spiegazioni tecniche, con lo stesso pathos e le medesime palpitazioni che quasi 50 anni prima lo sci era riuscito a regalare ai tempi della valanga azzurra. Indimenticabile quel parallelo tra Gustavo Thoeni e Stenmark che consegnò la quarta Coppa del Mondo all’azzurro.

La Sinner mania è esplosa a ragione, impresa non facile in un Paese dove il calcio e la Var regnano ormai incontrastati.

Perfino Nicola Pietrangeli restio e presuntuoso nei mesi scorsi ammette adesso che ci troviamo davanti a un autentico fuoriclasse.

Meglio tardi che mai, perché lo sport insegna sempre che bisogna guardare avanti e non cullarsi troppo nei ricordi dei successi.

Chissà se un giorno succederà anche per il golf italiano.

Rispondi


Scopri di più da Scomodo Buc

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere